Recensione di “Strane ferite”, di Stefano Fantelli

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Il giorno dell’Apocalisse è vicino e sulla Città aleggia l’avvento di un nuovo moderno Wasteland, quello stesso stato di desolazione e sterilità che fu un tempo conseguente alla scomparsa del Santo Graal. E gli abitanti della Città stanno raggiungendo un nuovo livello di follia. In un universo cupo di apparente banale quotidianità, l’eros e il terrore si incontrano, l’estasi e l’angoscia trovano insospettabili punti di contatto attraverso le deviazioni di persone qualunque.
Il Male combatte con orrende creature simili a grassi vermi neri di venti centimetri che penetrano nel corpo umano attraverso qualunque orifizio e ne prendono il possesso.
Il Bene combatte con una ragazzina psicotica con tendenze omicide, un portiere d’albergo, un’aspirante cantautrice, uno scaricatore di acqua minerale, lo spettro di una ragazza e quello di una bambina, un criceto di nome Lord Byron e soprattutto con Daria, che oltre a cercare di salvare la Città, deve anche affrontare l’orrore del ricordo dello stupro subito da un alieno quando era adolescente.
La giovane e provocatoria attrice Maya Murna, detta “la diva delle tenebre”, non ha ancora deciso da che parte stare.
Tutto questo mentre la neve continua a cadere come una maledizione e sembra non volersi fermare mai.

Non è semplice trovare un romanzo horror che contenga al suo interno una storia d’amore lesbica. Quella contenuta in Strane ferite, sebbene non sia l’argomento principale del libro, riesce, nel caos degli eventi, a ritagliarsi il suo spazietto e a conquistare il lettore con grande spontaneità e tenerezza.
Ma andiamo con ordine.
Come è possibile notare dalla quarta di copertina, Strane ferite è un romanzo composto da episodi, frammenti e riflessioni di ben sei personaggi diversi: Elvis, Maya Murna, Fabrizio, Valentina, Alice e Daria, tutti quanti intenti a lottare con i propri demoni interiori (alcuni più umani, altri più mostruosi).

Numerosi sono gli elementi inquietanti e spaventosi che, tramite uno stile di scrittura assolutamente chiaro e scorrevole, il susseguirsi di immagini di grande impatto, il saggio utilizzo di frasi a effetto e la grande abilità nell’ideazione di chiusure efficaci, fanno sì che il lettore resti incollato al libro, timoroso ma comunque avido di sapere cosa avverrà dopo.

E mentre tutto sembra andare a rotoli e le speranze che la situazione migliori appaiono svanire pagina dopo pagina, ecco che le strade dei sei protagonisti si intrecciano dando vita a nuovi sviluppi, alcuni inaspettati, altri, invece, fortemente desiderati.

E’ il caso di Alice e Daria, il cui affetto reciproco si avverte sin dall’inizio, insieme alla paura di rivelarsi e di accettarsi per quel che si è. Da questo punto di vista, Stefano Fantelli ha saputo creare, con grande sensibilità e delicatezza, una storia d’amore adolescenziale assolutamente credibile, colma della dolcezza e dell’ingenuità tipicamente giovanili.

L’atmosfera di fondo di Strane ferite è quella dell’horror apocalittico condito da temi quali la follia, le visioni, l’omicidio e la solitudine, quella che, più di tutti gli altri elementi, è in grado di generare terribili mostruosità.

Consiglio il libro agli amanti dell’horror e non, a chi ha voglia di una lettura fuori dagli schemi e che, soprattutto, desideri qualcosa che possa far sentire turbati e tuttavia irresistibilmente incuriositi.

VALUTAZIONI

Stile e scorrevolezza del testo: 9/10

Trama: 9/10

Edizione: 8.5/10

Presenza lesbica: 4/10

Globale: 9/10

Il libro è facilmente reperibile e potete trovarlo in tutte le librerie e bookstore online

Link al libro nella nostra libreria virtuale

-Paola-

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Recensione di “Una come me”, di Francesca Ramos

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Lucida Console ha poco più di vent’anni, è fragile ma determinata e, dopo la morte di un padre molto amato, lascia quel che resta della famiglia e parte per ritrovare la pace e la felicità perdute. Approda per caso in Spagna, a Formentera. In questo luogo magico e fuori dal tempo, Lucida incontra una ragazza argentina enigmatica e sfuggente – e per questo dotata di un irresistibile fascino – che vive senza regole in una casa sulla scogliera. «Amo una donna che fuma: due crimini in un colpo solo», ride di sé la protagonista.
Ironico, travolgente, a tratti impudico, il romanzo racconta le alterne vicende di un amore non del tutto regolare, un amore senza futuro eppure difeso con i denti fino al melodrammatico finale.

Una come me, opera d’esordio della scrittrice milanese Francesca Ramos, è un romanzo davvero degno di nota tra quelli che ci offre il panorama della letteratura lesbica contemporanea. Lo stile leggero ma emotivamente travolgente, infatti, rende il romanzo estremamente scorrevole ma, al tempo stesso, guida il lettore nel mondo dei sentimenti della protagonista; Lucida, voce narrante e protagonista, vive infatti come avvolta in una bolla piena di sentimenti inespressi, di domande senza risposta e di dubbi sulla propria identità.

Lucida vede il suo amore per le donne come qualcosa di problematico che non fa che crearle problemi con gli altri, come un ulteriore punto di “non normalità” che va ad aggiungersi al suo essere “asimmetrica” per la mancanza di un polmone, rendendola così anche “scombinata, svuotata, storta, stramba”. Il mondo della protagonista si sviluppa perlopiù sul piano dell’emotività e l’autrice fa della caratterizzazione psicologica dei personaggi il punto forte di tutto il romanzo, scavando così a fondo nell’interiorità di Lucida e JB da far emergere frammenti di una relazione straziante e al tempo stesso necessaria per soddisfare la fame d’amore della protagonista.

La storia di Lucida e JB è una storia di vita, di cambiamento e di riscoperta prima ancora che una storia d’amore; una relazione in cui sentimenti da lungo tempo repressi trovano finalmente il modo di riemergere e tornare ad essere protagonisti complice Formentera, piccolo pezzo di paradiso dove la protagonista approda alla ricerca di sé stessa allontanandosi dalla grigia Milano. In questo romanzo, come dice anche Roberto Saviano nella prefazione contenuta nell’edizione Baldini&Castoldi, c’è tutto: “la forza di sentirsi altro rispetto ad un ordinario modo d’essere, l’orgoglio di provare diversamente il proprio amore. La vergogna per un amore incapace di comprensione che diventa dolore, insieme al desiderio di voler restare sé stessi”.

Il ritmo della narrazione, complice la tensione sentimentale che pervade l’intero romanzo, è costante e piuttosto serrato a livello emotivo, tanto da spingere il lettore a non staccarsi dalle pagine scritte fino ad aver terminato il racconto; il linguaggio scelto dall’autrice adotta i moduli del parlato piuttosto che quelli dello scritto, permettendo così l’inserimento di alcuni termini in spagnolo, come ad esempio la parola guapa che diventa quasi identificativa della protagonista, che conferiscono un’inaspettata forza ad alcuni passaggi. Consiglierei questo romanzo a chi ha voglia di emozioni e, al tempo stesso, non ha voglia di qualcosa di troppo complesso o impegnativo, a chi apprezza ciò che un romanzo può insegnare ma non ricerca in modo spasmodico una morale che vada oltre quella che l’autrice stessa ha inserito tra le sue pagine. 

Concludo con una citazione, uno dei tanti passaggi che mi ha colpita di questo libro: “La tua bocca è a due centimetri dalla mia. Non so che odore tu abbia adesso Julia ma il tepore che emana il tuo corpo è la primavera che arriva e la terra che si risveglia. Non importa che sia autunno. Tu sei il corpo del mondo e il fiato dell’universo.

Il mio voto finale è 4 su 5.

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~Jeka~

Recensione di “Sofia nel mio autunno nevrotico”, di Chiara Apicella

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Daria ha 24 anni e non ha mai avuto un ragazzo. Introversa nerd dei nostri tempi, è schiva e abitudinaria. L’esatto opposto di sua madre Cinzia, psicologa vulcanica e anticonformista. Nonostante i goffi tentativi di Cinzia, tra loro non c’è modo di comunicare.
Qualcosa cambia con la comparsa di Sofia, appena arrivata a Roma dalla provincia toscana per studiare Arte senza troppa convinzione.
Il bacio inaspettato di Sofia farà dubitare Daria della propria identità sessuale e Cinzia del suo sbandierato anticonformismo, per rivelare alle due donne una personalità più autentica che non sospettavano di avere.

Sofia nel mio autunno nevrotico, di Chiara Apicella è un romanzo a due voci, quello di una madre e una figlia le cui vite scorrono su linee parallele che solo a stento si toccano, si confrontano, comunicano.

Così osserviamo la vita di Daria, ragazza introversa, asociale e apatica nei confronti dell’esistenza e quella di Cinzia, donna matura e divorziata che insegue l’amore alla ricerca di un nuovo compagno e alla riconquista dell’affetto della figlia. Ad accompagnare lo svolgere degli eventi, una brillante colonna sonora costituita da grandi della musica come gli Smiths, i Joy Division, i Radiohead, ecc.

Grazie ad uno stile di scrittura accattivante e coinvolgente, il libro si legge abbastanza in fretta: colme di ironia, battute e citazioni, infatti, le pagine scorrono in modo piacevole ed è interessante passare da un punto di vista all’altro per cogliere diverse sfumature dell’intera vicenda.

Molte ragazze potranno ritrovarsi nel personaggio di Daria e nelle sue esperienze di vita, soprattutto per quel che riguarda le insicurezze e le paure tipiche di chi scopre la propria omosessualità tardivamente. Più difficile ritrovarsi e capire il personaggio di Cinzia, non tanto per via dell’età, ma per la sua figura in quanto psicanalista: in alcuni passaggi risulta assolutamente non professionale e questo contribuisce, purtroppo, a renderla poco credibile. Nel suo caso sarebbe stato meglio assegnarle una qualsiasi altra professione.

A parte questa piccola nota di demerito, il libro è assolutamente meritevole di lettura in quanto ben scritto e la cosa che ho apprezzato più in assoluto sono state le frasi a effetto che accompagnano la chiusura di ogni capitolo: sempre ricche di parole emozionanti e profonde, rendono difficile al lettore staccarsi dal romanzo e lo invitano a proseguire nella lettura fino alla fine.

Consiglio il libro a chi ha voglia di una storia giovanile, fresca e autentica e soprattutto a chi si avvicina a questo genere letterario per la prima volta. Sofia nel mio autunno nevrotico rappresenta senza dubbio un ottimo biglietto da visita per la letteratura lesbica contemporanea.

Il mio voto finale è di 3,5 su 5

Potete trovare il libro in tutte le librerie e nei bookstore online

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-Paola Cissnei-

 

 

Catwoman è bisessuale: arriva la conferma dalla DC!

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Ecco a voi un nuovo coming out dal mondo dei fumetti; questa volta si tratta di Selina Kyle, ex Catwoman ed ora boss della mafia. Nel numero 39 della serie “The new 52”, da poco uscito, Selina dà conferma della sua già sospettata bisessualità dando un bacio a stampo ad Eiko, figlia di un boss rivale e nuova Catwoman.
La sceneggiatrice Genevieve Valentine ha scritto un lungo post sul suo blog a questo proposito, che noi di Biblioteca Lesbica abbiamo tradotto per voi quasi interamente!

Si tratta di un numero importante per la trama: è quello in cui Selina deve decidere se andare in guerra contro un nemico sempre più potente; è quello in cui deve decidere se può ancora credere di avere un fratello. Ma è anche il numero in cui Eiko finalmente rivela uno dei motivi per cui è così attratta da Selina, tracciando una nuova trama.

Quando stavo ancora pianificando quel che credevo essere un arco narrativo di soli 6 numeri, c’erano pochi episodi emotivi che consideravo indispensabili. Uno era quello con Nick, grazie al quale la moralità di Selina ha subìto una svolta. Un altro era trovare del tempo per alcuni momenti chiave con Batman, in particolare nel primo numero, per stabilire il loro legame anche in situazione di conflitto. Ed uno era mostrare Selina come bisessuale dichiarata.Catwoman-39-2015-Page-18a-600x460-dcf4a

Ci ha girato attorno per anni. Per me questa non è tanto una rivelazione, ma piuttosto una conferma.
E mentre io e Mark Doyle stavamo lavorando sulle relazioni in questo arco narrativo, Eiko è sembrata la persona giusta: intelligente e motivata, sa abbastanza su Selina che la loro onestà è diventata una sorta di rifugio in una situazione che sta diventando sempre più colma di disonestà per tutti coloro che ne sono coinvolti. Più ne parlavamo, più era qualcosa che volevo accadesse.

Se è stata una sorpresa per loro? Riguardo alle loro sessualità, non in particolare. Di certo non è una sorpresa per Selina il suo sentirsi attratta da una donna. Se è una sorpresa quel bacio in particolare? E’ assolutamente sorprendente; è l’ultima cosa in cui penseresti di imbatterti in punto di guerra e questo lo sanno entrambe. Ma non è stato questo il loro primo momento intenso:

close-talkinIn effetti, poiché Tumblr è formidabile, qualcuno aveva già messo insieme alcuni pezzi, facendo scattare il proprio gaydar, prima ancora che uscisse il numero e questo mi ha reso infinitamente felice. Non voglio rivelare quel che ancora non può essere rivelato, potete però stare tranquilli, perché la relazione di lunga data di Selina con Batman non è stata dimenticata; non è così che la bisessualità (o l’umanità) funziona.
Selina non si affeziona facilmente, ma quando lo fa viene colpita nel profondo e ci saranno molte cose in arrivo su questo fattore.

Ma al momento, la sua relazione con Batman ha importanti fratture di cui entrambi sono a conoscenza e ci sarà molto lavoro per loro, se mai vorranno risanarle (se non vedo l’ora di esplorare queste dinamiche? Avete bisogno di chiedermelo?). Eiko ha offerto una sfida morale – e sappiamo che Selina ama le sfide – ma le ha anche dato fiducia e supporto in un tempo in cui questi elementi scarseggiano sempre di più. Selina è una persona complicata; è attratta dalle persone complicate. Per certi versi è semplice… anche se, di certo, non è mai semplice.

Di certo per due persone che si ritrovano in una situazione così limitata con bugie e obblighi sempre più pressanti, il fatto che Selina provi ad esplorare qualcosa al di fuori della sua base sicura sarà un bello spettacolo. La posizione di Eiko protebbe essere anche più complessa – non sappiamo molto di lei, ma sappiamo che si è interessata a Selina prima ancora che quest’ultima la conoscesse ed Eiko è sia più giovane che più idealista di Selina e ciò rappresenta una condizione complessa anche quando non si è capi mafiosi di fazioni opposte. Questa situazione comunque non è stata buttata lì per caso; non appena mi è stato confermato il rinnovo al mio contratto di sceneggiatrice (abbastanza presto nel processo di sceneggiatura da poter dare ampio respiro alle relazioni più importanti), sono stata in grado di iniziare a lavorare ad un filo conduttore per loro che sarà tessuto nel prossimo arco narrativo.

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Imploderanno in modo drammatico? Voglio dire, si tratta di fumetti, può succedere. Ma di certo sarà una relazione ed io sono entusiasta di esserci. Un grazie a tutti coloro che stanno leggendo.

 

Molte sono state le reazioni del pubblico a questa dichiarazione, da quelle positive a quelle, purtroppo, negative. In Italia, da quello che ho potuto vedere, è prevalsa la secondctwcv39dsjpg-daaae3_960wa posizione e mentre leggevo gli articoli nei vari blog mi è capitato di imbattermi in un blog di fumetti che non solo ha gridato allo scandalo, ma ha persino citato nel suo articolo la posizione della chiesa nei confronti dell’omosessualità in modo ben dettagliato, a voler meglio giustificare la propria condanna (Qui il link, se voleste rovinarvi la giornata).

Noi crediamo, ovviamente, che questi coming out siano sempre positivi, che in un mondo così densamente popolato come quello dei supereroi sarebbe veramente assurdo e poco credibile se fossero tutti quanti esclusivamente eterosessuali. Il nostro mondo è vario e l’universo dei fumetti deve rifletterlo.

E voi, cosa ne pensate?

 

-Paola Cissnei-

Recensione della serie a fumetti “Batwoman”

Batwoman (2011-) 001-000 E’ la prima volta che mi accingo a recensire un’intera serie a fumetti; lavoro di certo non semplice, soprattutto trattandosi di un fumetto come quello di Batwoman. Infatti, essendo la serie stata diretta per la prima parte da due sceneggiatori e venendo all’improvviso riassegnata ad uno sceneggiatore esterno, andrebbero fatte due recensioni diverse, essendoci un’enorme divario tra i due archi narrativi e molteplici differenze. Cercherò di procedere con ordine, narrandovi gli eventi nel modo più accurato possibile, insieme alle mie impressioni personali. In origine, la sceneggiatura di Batwoman era stata affidata a J.H. Williams e W.Haden Blackman, che avevano iniziato a lavorarci dal 2006; il prikatemo numero della serie vide la luce nel novembre 2011. Nelle abili mani di persone che avevano pianificato per diversi anni l’intera storyline del fumetto, le pagine dei numeri di Batwoman scorrono veloci nelle mani del lettore che, sorpreso continuamente da colpi di scena magistrali e situazioni fortemente emotive, non può fare a meno di legarsi ad un personaggio così ben costruito ed umano come Kate Kane, alias, appunto, Batwoman. Giovane miliardaria e con un passato burrascoso alle spalle, Kate trascorre alcuni anni nell’esercito, per venire poi espulsa a causa della sua omosessualità. E’ una donna che sente addosso a sé il peso della responsabilità non solo di indossare una maschera per combattere il crimine, ma anche per tutto quel che concerne la sua sfera privata e la sua famiglia. Altro personaggio di grandissimo spessore è senz’altro Maggie Sawyer,mags una poliziotta lesbica già apparsa in diverse pubblicazioni della DC comics (ad esempio potete trovarla in edicola con “Gotham Central”, serie poliziesca che la RW Lion ha iniziato a ripubblicare in formato bonellide da gennaio di quest’anno) e che nella serie di Batwoman mostra un carattere forte, premuroso ed anche molto materno e protettivo. Nei primi numeri della serie, Maggie viene presentata sin da subito come la compagna di Kate, senza però essere a conoscenza della sua doppia identità. Gli sceneggiatori hanno saputo gestire molto abilmente questo fattore, mostrando i momenti in cui Batwoman si imbatte in un’ignara Maggie con assoluta maestria e rendendoli toccanti e profondamente vissuti. La svolta nel loro rapporto avviene quando Kate decide di rivelare alla sua compagna la propria identità; lo fa vestita da Batwoman, portandosi dietro di lei i bambini scomparsi che Maggie stava disperatamente cercando tramite un’indagine apparentemente senza speranza. Avvicinandosi a lei, Batwoman la chiama “Mags” e alla domanda sorpresa di Maggie su come sia possibile che la supereroina conosca il suo nome, Kate/Batwoman semplicemente la bacia e le dice: “Sposami, Mags”. Uno dei momenti lgbt più belli nella storia dei comics, che potete vedere immortalato in questa famosissima e meravigliosa tavola: Batwoman (2011-) 017-010 Un altro momento che ho trovato particolarmente toccante e ben riuscito si trova nell’albo numero 20 dell’edizione americana: Batwoman viene ricattata dalla D.E.O., che le chiede di svelare l’identità di Batman in cambio del rilascio della sorella Elizabeth. Tornata a casa, la supereroina si toglie la maschera e trova ad aspettarla, oltre a Mags, anche la cugina Bette, il padre e la sua compagna. Avendole piazzato una sonda con microfono sul mantello, tutti sono al corrente dello spregevole ricatto e si offrono di aiutarla. Kate rifiuta, ma Maggie le fa notare che non può sentirsi l’unica persona autorizzata a soffrire. Grazie alla determinazione della sua compagna, Kate accetta il suo aiuto e quello dei suoi parenti e si abbandona all’affetto e alle attenzioni delle persone che più la amano; una scena che chiude l’albo facendo percepire in maniera perfetta al lettore quel senso di calore e sicurezza che solo la propria famiglia è in grado di trasmettere. fam La relazione tra Kate e Maggie è una delle più belle ed intense nella storia dei fumetti: sono una coppia ben solida, in cui i loro caratteri, pur essendo entrambi predominanti, riescono ad amalgamarsi, completandosi alla perfezione. I momenti di tenerezza tra le due sono sempre profondi e colmi di passione e per il lettore risulta inevitabile sciogliersi ed affezionarsi a loro. 13 - 1 Dopo un felice ed intenso arco narrativo come quello di cui vi ho appena parlato, un bel giorno, in casa DC, scoppiò il finimondo. I due sceneggiatori originali, infatti, avevano previsto che la storia tra Kate e Maggie avesse un lieto fine e che le due si sposassero. La nota casa fumettistica, invece, impose loro un divieto su questo punto, per la serie: “Questo matrimonio non s’ha da fare”. Sembra che inoltre agli sceneggiatori fosse stato chiesto di cambiare parecchi punti di una storyline che avevano progettato per anni. Amareggiati, i due decisero di non sottostare a questa censura e si dimisero. L’ultimo numero sceneggiato da loro è il 24. Questo è parte di un loro comunicato stampa:

Negli ultimi mesi DC Comics ci ha chiesto di modificare o cambiare completamente molte trame che portavamo avanti da tempo in un modo che ci è sembrato mettere in pericolo tanto i personaggi quanto la serie stessa […] e vietandoci sempre di mostrare il matrimonio tra Kate e Maggie. Per quanto possiamo amare il personaggio, abbiamo sempre saputo che Batwoman è di proprietà della DC. Senza dubbio, la natura di questi cambiamenti ci lascia frustrati e arrabbiati perché ci impedisce di raccontare le migliori storie che possiamo scrivere. Così, dopo averci riflettuto, abbiamo deciso di lasciare il fumetto.

La DC spiegò la sua opposizione al matrimonio con una frase: “gli eroi non dovrebbero avere vite private felici”. Secondo la casa fumettistica, i supereroi devono sacrificare la propria felicità per il bene della gente e non possono occuparsi della loro vita privata. Sarà stato davvero questo il motivo dietro ad una decisione così drastica?

In seguito alle dimissioni di Williams e Blackman, la DC affidò la serie ad un nuovo sceneggiatore: Marc Andreyko, neanche a dirlo… gay dichiarato. Come se questo avesse potuto salvare le cose. batwoman

Peccato però che, in mano ad Andreyko, Batwoman si sia trasformata completamente e, dal capolavoro che Williams e Blackman gli avevano affidato, sia riuscito a tirarne fuori un vero disastro. Essendo in pari con l’edizione americana (arrivata fino ad ora al numero 39) ho avuto modo di notare il terribile calo di qualità che colpisce la serie. Andreyko era partito in modo abbastanza equilibrato, per poi però andare a creare situazioni totalmente assurde e campate in aria, tali che il lettore non può fare a meno di domandarsi: “Ma che diavolo sto leggendo? E’ davvero Batwoman o mi stanno prendendo in giro?” (Un numero particolarmente allucinante e senza alcun senso è lo speciale Futures end, di cui sconsiglio assolutamente la lettura se volete conservare un buon ricordo della serie che fu). Con lo scorrere dei numeri, Kate Kane arriva sempre più a perdere la sua caratterizzazione perfetta e diventa un personaggio banale, senza alcuno spessore né spina dorsale. Solo un momento drammatico tra Kate e Mags è stato rappresentato in modo abbastanza convincente, ma questo non basta (non vi racconto quale per non farvi degli spoiler, ma chi è in pari con l’edizione americana sicuramente capirà a cosa mi riferisco). Anche i disegni vanno perdendo qualità ed il lettore non fatica a notarne la differenza. Per la DC è impossibile non rendersi conto dei cali nelle vendite e per questo ha di recente annunciato che con il numero 40 più il secondo numero annuale, Batwoman chiuderà i battenti. Notizia di certo non inaspettata.

E’ un vero peccato che la DC abbia distrutto con le sue stesse mani una serie che aveva un potenziale così alto. Batwoman era la prima supereroina lesbica ad avere una testata propria, ma non era solo questo l’ingrediente del suo successo. Le emozioni, i dialoghi perfetti e le frasi ad effetto utilizzate da J.H. Williams e W.Haden Blackman insieme a dei disegni mozzafiato e carichi di azioni adrenaliniche sono impossibili da replicare per chiunque e possiamo soltanto sperare che i due sceneggiatori si decidano a rivelare la storia che avevano in mente per Batwoman, quella originale, che di certo avrebbe reso felice tutti i fan della serie.

Nonostante il tragico epilogo di questa serie a fumetti, vi consiglio ugualmente di acquistarne i volumi, almeno quelli sceneggiati da Williams e Blackman (numeri da 1 a 7 dell’edizione italiana della RW Lion), perché assolutamente meritevoli.

La mia valutazione per gli albi dal numero 1 al numero 24 è di: 5 su 5

La mia valutazione per gli albi dal numero 25 al numero attuale è di: 2,5 su 5.

Potete acquistare gli albi in qualsiasi fumetteria o webstore online, ma attenzione perché i primi due numeri dell’edizione italiana sono esauriti. Potete comunque provare a reperirli su eBay o qualche altro sito di compravendita dell’usato.

-Paola Cissnei-    

Novità sul film di Carol

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Siamo tutt* in fremente attesa per l’uscita del film Carol, basato sull’omonimo romanzo-capolavoro di Patricia Highsmith. Negli ultimi giorni su alcuni siti inglesi sono apparse importanti indiscrezioni riguardo al film, per cui possiamo fare un breve riepilogo ed elencare tutto quello che sappiamo finora:

-Il film dovrebbe uscire nella primavera di quest’anno;

Carol sarà il primo romanzo pulp ad essere trasposto in film;

-Il film è diretto dal regista Todd Haynes;

-Il cast è composto da:

  • Cate Blanchett nel ruolo di Carol Aird
  • Rooney Mara nel ruolo di Therese Belivet
  • Sarah Paulson nel ruolo di Abby Gerhard
  • Kyle Chandler nel ruolo di Harge Aird
  • Cory Michael Smith nel ruolo di Tommy
  • John Magaro nel ruolo di Dannie
  • Carrie Brownstein nel ruolo di Genevieve Cantrell
  • Jake Lacy nel ruolo di Richard;

-Ci saranno alcune differenze tra il libro ed il film. Per esempio, Therese verrà rappresentata come un’aspirante fotografa, invece di un’apprendista scenografa come nel romanzo. Anche il ruolo di Genevieve Cantrell, un personaggio che si imbatterà in Therese, è stato fortemente modificato rispetto a quello del libro. Per il resto, sembra che il film seguirà abbastanza fedelmente la storia originale.

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L’aspettativa per questo film è altissima e dal mondo lesbico sono giunte voci un po’ preoccupate per il fatto che dietro la cinepresa vi sia un uomo (specie dopo il risultato con il film La vita di Adele). Riguardo a questo pare però che si possa tirare un sospiro di sollievo: Todd Haynes, infatti, sembra eccellere nel rappresentare il mondo queer femminile, come ha già mostrato nella serie televisiva Mildred Pierce e nei film Lontano dal paradiso, Io non sono qui Velvet Goldmine.
Riguardo al film Carol, il regista ha affermato:

E’ ambientato nei primi anni ’50, prima che prendesse piede l’era Eisenhower. E’ stato un periodo instabile e di grande trasformazione, dagli anni della guerra fino all’inizio di ciò che sarebbero diventati gli anni ’50 per come li conosciamo oggi. Le fonti storiche e l’immaginario del tempo ci hanno mostrato una New York antiquata sotto forti costrizioni: molto sporca, squallida e trascurata.
Pensavo fosse un luogo molto interessante per mettere in scena una pura e semplice storia d’amore tra una giovane donna ed una adulta, nel posto e nel momento culturale più inaspettati.

Ci auguriamo di avere al più presto ulteriori informazioni sul film e, soprattutto, di potere finalmente comunicarvi una data ufficiale per l’uscita nelle sale!

-Paola Cissnei-

Recensione di “Passioni”, di Anna Maria Verna

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Passioni umane e letterarie di Virginia Woolf, Vita Sackville-West, Marguerite Yourcenar.

Un saggio critico appassionante, opera di una studiosa appassionata.

 

Passioni, il libro di Anna Maria Verna, è un saggio che racconta le biografie di tre grandissime autrici quali Virginia Woolf, Vita Sackville-West e Marguerite Yourcenar fornendo al lettore un ritratto completo e ben delineato di ognuna delle tre donne.

Oltre al narrare le “passioni” delle tre scrittrici, Anna Maria Verna ne rievoca le vite narrando numerosi aneddoti, vizi, manie e curiosità ed inoltre approfondisce con grande perizia tutte le loro opere letterarie passandole in rassegna dettagliatamente e fornendo così molteplici elementi di indagine. Un ottimo lavoro di analisi è poi fornito dai numerosi testi critici citati che costituiscono un’imponente bibliografia per il saggio.

Tutte le opere riportate dall’autrice sono perfettamente inquadrate cronologicamente ed il svirginiavitauo lavoro di meticolosa contestualizzazione dei singoli personaggi o delle vicende rispetto alle esistenze della Woolf, della Sackville-West o della Yourcenar contribuisce a fornirne un inquadramento psicologico chiaro e definito.

A mio parere sarebbe stato opportuno riportare qualche lettera d’amore o spezzone romantico in più, proprio per evocare ulteriormente le “passioni” delle tre donne.

L’approccio utilizzato dall’autrice è di tipo prettamente tecnico ed analitico, per cui il testo è sicuramente consigliato a chi desidera avere una visione a 360° delle tre autrici e a chi cerca un saggio di documentazione ben approfondito. Leggermente sconsigliato invece a chi semplicemente nutre qualche curiosità nei confronti delle tre scrittrici e vi si avvicina per la prima volta.

La mia valutazione finale è di 4 su 5.

Il libro è facilmente reperibile e potete trovarlo in qualsiasi bookstore online.

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-Paola Cissnei-

 

Recensione di “Canoni e contrappunti”, di Marisa Giaroli

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Canoni e Contrappunti narra l’amore tra le due donne. Carmen scopre di essere attratta dal suo stesso sesso solo dopo essersi sposata e pur non avendo mai avuto esperienze con altre donne; ottenuto l’annullamento dalla Sacra Rota, inizia per lei un periodo di dubbio e di ricerca che solo grazie all’incontro con Lara, una psicoterapeuta lesbica anch’essa, riuscirà a risolvere. Per Carmen si apre il periodo della maturità interiore; ormai consapevole di sé, può decidere autonomamente della propria vita e delle proprie scelte, pur andando contro le granitiche basi culturali della provincia padana in cui è nata e cresciuta. Durante un funerale Carmen vede una donna, Gilda, che da subito la colpisce e la affascina. Si imbatte nuovamente in lei in banca e, scoprendo che ne è presidente, le si rivolge per ottenere un prestito per la sua azienda. Per Carmen inizia una stagione di passione altalenante fra gioia e dolore. Ormai innamorata di Gilda, le si dichiara apertamente.

Canoni e contrappunti, il nuovo romanzo di Marisa Giaroli, narra, dal punto di vista della protagonista Carmen, la storia di una persona forte, determinata e profondamente innamorata di una donna che in modo inaspettato ed improvviso farà capolino nella sua vita senza più uscirne, ovvero Gilda.

Tra le due la complicità sarà innegabile, ma Gilda si mostrerà sempre distante e non pronta a lasciarsi coinvolgere dall’immenso amore che Carmen nutrirà per lei, il tutto senza concedere spiegazioni che possano motivare il suo comportamento. Soltanto alla fine Carmen, decisa a sapere la verità, scoprirà una realtà inimmaginabile e terribile.

Il romanzo presenta uno stile descrittivo molto semplice ed efficace con una prosa delicata e a tratti profonda, grazie a diverse riflessioni della protagonista molto personali e intimamente sentite. In generale la scrittura di Marisa Giaroli è “fresca” e “giovanile” e leggere il suo romanzo non risulta affatto uno sforzo, ma piuttosto una piacevole distrazione.

Grazie ai pensieri e alle sensazioni provate da Carmen, inoltre, il lettore viene pervaso da una fortissima suspense che rende davvero difficile riuscire a staccarsi dal libro, poiché lo scorrere delle pagine alimenta una voglia irrefrenabile di conoscere con sempre più avidità la conclusione della vicenda e le reali motivazioni di Gilda.

Sia Carmen che Gilda sono personaggi ben caratterizzati e profondamente umani, al punto che sembra quasi di conoscerle davvero, come se fossero reali. Questa riuscita raffigurazione permette inoltre di entrare in empatia con le loro emozioni e sensazioni personali, anche se verso la fine il “mal d’amore” di Carmen potrebbe risultare un po’ eccessivo per il lettore.

Canoni e contrappunti è un romanzo che consiglio a chi ha voglia di una lettura leggera ma non banale e agli amanti delle storie d’amore un po’ complicate ma profondamente vissute.

La mia valutazione finale è di 4 su 5

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-Paola Cissnei-

Recensione di “Le strade del mare”, di Rosi Polimeni

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Tre donne: Cesarina, Erminia e Cosima, nonna, figlia e nipote, nel raccontare le proprie vite raccontano pezzi di quest’Italia migrante su e giù per gli oceani. e loro storie, in prima persona, si intrecciano in una saga familiare tutta al femminile. Cesarina, la nonna, viene portata bambina dalla Sicilia in Brasile, dove viene data sposa, ancora ragazzina, a un figlio di emigranti veneti. Più tardi Cesarina tornerà nella sua terra per riscuotere un’eredità. Parte per l’Italia nel 1920 con l’ultima figlia, Erminia, ancora lattante, e la promessa di ritornare dal marito e dai figli. Ma non torna ed Erminia, cresce sentendosi strana e straniera, diversa da tutti gli altri.
Scoppia la seconda guerra mondiale e gli alleati sbarcano in Sicilia. Erminia conosce Giacomo, militare di Messina che la riporta a una vita normale e lontana dalla miseria di quei tempi. Ma Erminia non regge al feudo della suocera e decide di tornare in Brasile. Convince il marito a seguirla, porta con sé i due figli nati dal loro matrimonio e la madre Cesarina, la quale affronta, per la terza volta, l’oceano. In Brasile nasce Cosima che si rivela una bambina goffa, maldestra e mascolina. Cosima vive la propria omosessualità, in quel periodo, contando sulla figura del fratello maggiore, che sostituisce la figura assente del padre. Dopo la morte violenta del fratello per mano della dittatura, la ditta familiare fallisce e non rimane altra scelta che ripartire per l’Italia e riprendere i fili laddove erano stati tagliati.
Intorno al fratello assassinato si snoda una matassa della quale si conosce il bandolo solo alla fine. Cosima, dopo aver abbandonato i propri figli in un periodo di ricerca interiore, li ritrova e con loro riparte per il Brasile per realizzare il sogno condiviso dalle generazioni precedenti.

Le strade del mare è un romanzo a tre voci, quelle di Cesarina, Erminia e Cosima, che, ognuna dal proprio punto di vista e background generazionale, raccontano gli avvenimenti della loro famiglia e le loro esperienze personali. La vita di queste donne scorre a cavallo tra il Brasile e l’Italia ed attraversa un periodo storico molto ampio, da fine ottocento fino ai primi anni del duemila.
In mezzo ad eventi storici come le guerre mondiali o la dittatura in Brasile, la famiglia delle tre donne viene sconvolta da cambiamenti imposti, matrimoni perlopiù forzati e terribili tragedie.

Nei loro racconti gli eventi si intrecciano e le loro aspirazioni entrano spesso in contrasto con l’incomprensione degli altri parenti in un cerchio che, partendo da Cesarina trova la sua conclusione in Cosima. A far da protagonista ad ogni aneddoto vi è un elemento di grande potenza, capace sia di dividere che di unire ed in grado di cambiare le vite delle protagoniste per sempre: il mare.

E’ possibile notare una netta differenza di stile tra la voce narrante di Cesarina (la nonna) e quella di Erminia e Cosima (figlia e nipote); Cesarina infatti, con l’utilizzo di termini dialettali ed un’impostazione delle frasi tipica della lingua siciliana, fa trasparire il suo retaggio culturale, i pregiudizi e le credenze della sua epoca. Anche tra Erminia e Cosima è possibile notare una disuguaglianza nell’espressione del narrare, anche se più lieve; questa discrepanza sarà stata di certo voluta da Rosi Polimeni per rappresentare un divario generazionale meno forte rispetto a quello con Cesarina. Ed è2770 assolutamente degno di lode il fatto che l’autrice sia riuscita ad immedesimarsi tanto bene in personaggi così fortemente diversi l’uno dall’altro, a tal punto che sembra quasi che i racconti delle tre donne siano stati scritti da tre persone diverse.
Questo, oltre che dallo stile, si evince anche dal modo in cui ognuna di queste donne voglia far prevalere le proprie motivazioni e ragioni e, arrivati ad un certo punto, è praticamente impossibile appoggiare un personaggio piuttosto che un altro, poiché tutte le voci narranti si comportano secondo un concetto di “giusto” relativo alla propria sfera personale ed agiscono in base a ciò che credono sia meglio per gli altri. L’autrice è quindi riuscita ad essere contemporaneamente Cosima, Cesarina ed Erminia con perfetta imparzialità ed equilibrio nonostante abbia trattato di vicende molto delicate e personali.

Questa imparzialità, però, non implica affatto freddezza o distacco: al contrario, ognuno dei capitoli è intriso di profonda umanità e di sentimenti. E’ possibile percepire gli stati d’animo di ciascuna delle protagoniste, che si nascondono dietro ambizioni, desideri irrealizzati, sofferenze e voglie di riscatto.

Grande rilevanza nel romanzo ha anche la relazione tra Stella e Cosima, una storia che, purtroppo, già dalle prime pagine viene annunciata come non a lieto fine, ma che emoziona per l’utilizzo di splendide metafore e pensieri profondi e fa riflettere su un problema che affligge molte coppie lesbiche, ovvero quello della visibilità contro l’invisibilità.

Un applauso quindi all’autrice Rosi Polimeni che in sole 156 pagine ha scritto un romanzo commovente, intenso e profondamente autentico. Assolutamente da leggere.

La mia valutazione finale è di 4.5 su 5

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-Paola Cissnei-

Recensione di “Titano”, di John Varley

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In orbita intorno a Saturno non ci sono soltanto i noti anelli, ci sono undici lune e – al momento in cui s’apre la spettacolare azione di questo romanzo – ne viene scoperta una dodicesima. Sennonché l’aspetto della luna in questione non è esattamente quello di un satellite naturale, e il suo comportamento è abbastanza strano, per non dire piuttosto allarmante… per non dire estremamente pericoloso… Un capolavoro di invenzione e di suspense scritto da un nuovo autore americano che Isaac Asimov ha definito senz’altro un nuovo Heinlein.

Titano è il primo libro di una trilogia di fantascienza dello scrittore americano John Varley. Il romanzo, pubblicato da Mondadori nella collana Urania nel 1980, racconta di una spedizione esplorativa effettuata da una navicella spaziale, il Ringmaster, comandata a sua volta da Cirocco Jones, una donna capitano. Durante una ricognizione sul sistema di Saturno il capitano ed il suo equipaggio si imbatteranno in uno strano corpo celeste, che denomineranno “Temi”; avvicinandosi a quest’ultimo per scoprirne di più verranno attaccati da un essere non definito e catturati. Si risveglieranno più tardi proprio su Temi e scopriranno di essere tutti profondamente cambiati. Andando alla ricerca di una wizard02spiegazione per l’inaspettato attacco e di un modo per tornare sulla Terra, si imbatteranno in esseri di tutti i tipi: centauri, creature a forma di dirigibile, angeli, ecc.

Il romanzo, pur essendo stato scritto da un uomo, è fortemente femminista e mostra la maggioranza dei personaggi femminili come forti, coraggiosi e determinati, mentre i personaggi maschili appaiono essere perlopiù deboli, inutili o violenti.
Cirocco in particolare si vedrà contesa fra l’amore di Bill, uomo con cui aveva una relazione sul Ringmaster e Gaby, che si accorgerà di amarla una volta risvegliatasi su Temi. E’ sorprendente che entrambi i temi, femminismo ed omosessualità, siano stati trattati dall’autore con un approccio assolutamente naturale e privo di pregiudizi.

Quello tra Cirocco e Gaby, però, non è un rapporto alla pari e a tratti sembrerà trattarsi di un amore unilaterale. Nel romanzo sono presenti diverse scene di tenerezze e di sesso, ma Cirocco, fino alla fine, non sembrerà essere molto presa da Gaby, anche se la loro relazione sarà sempre in evoluzione, fino alla fine del libro. Non conoscendo il seguito posso solo sperare che negli altri volumi della trilogia il loro amore possa manifestarsi 2201936855_fb2060b337appieno!

La vicenda si focalizza principalmente sulla scoperta di Temi, dei suoi abitanti e dei misteri che l’avvolgono, mostrando con grande perizia l’ecosistema del pianeta ed intervallando elementi di grande interesse e particolarità ad altri un po’ grotteschi e spaventosi; la relazione tra le due donne, pur avendo abbastanza rilevanza, non è tuttavia l’argomento principale del libro. Per questo motivo possiamo dire che in una scala da 1 a 5 la presenza lesbica sia di 2.

La lettura risulta procedere un po’ a rilento durante le prime 30 pagine, ma subisce poi un forte cambiamento di ritmo, esercitando sul lettore un’attrazione magnetica tale da non essere più in grado di separarsi dal libro. Le ultime 100 pagine, in particolare, coinvolgono a tal punto da poter essere lette a gran velocità, quasi senza accorgersene.

Per le tematiche contenute nel romanzo, che si rivela essere un abile miscuglio tra fantascienza e fantasy, consiglierei il libro solo ad appassionat* del genere.

Il libro è fuori produzione, ma è facilmente reperibile su siti come eBay o Comprovendolibri.it a prezzi davvero irrisori.

La mia valutazione finale è di 4 su 5.

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-Paola Cissnei-