IO&leiIo e lei, il nuovo film di Maria Sole Tognazzi nelle sale la scorsa settimana, ha suscitato opinioni discordanti tra chi lo attendeva con impazienza e si è precipitato al cinema per vederlo. La trama, piuttosto semplice e poco articolata, ricalca un po’ quella dell’ormai noto I ragazzi stanno bene (2010, Lisa Cholodenko) e vede come protagoniste Marina, attrice e imprenditrice che sa da sempre di essere lesbica (interpretata da Sabrina Ferilli) e Federica, architetto che dopo il divorzio dall’ex marito si trova a vivere la sua prima relazione omosessuale (interpretata da Margherita Buy).

Per essere un film di realizzazione italiana, la Tognazzi ha saputo limitare gli stereotipi e i luoghi comuni al minimo, trattando con una certa dose di ironia quelli che ha scelto di mantenere, rendendoli così innocui e divertenti sia agli occhi di un pubblico che non conosce la realtà omosessuale, sia dal punto di vista di chi invece la vive tutti i giorni sulla propria pelle. Tuttavia la scelta delle attrici non è stata la più azzeccata di sempre dato che sia la Ferilli che la Buy non hanno saputo, a parer mio, recitare con naturalezza il ruolo a loro assegnato, dando così l’impressione di sentirsi un po’ a disagio nei panni di due donne lesbiche che devono confrontarsi con loro stesse e con il mondo. Apprezzabile, invece, è la ricerca di mettere a nudo le fragilità, i dubbi e le debolezze ma anche i momenti di gioia e di amore nella quotidianità di una coppia omosessuale che si rivela essere perfettamente uguale ad una eterosessuale.

Voto assolutamente positivo, quindi, per lo sforzo da parte della regista di costruire qualcosa che fosse vicino alla realtà, inclusa la necessità di risolvere i propri problemi interiori nel confrontarsi con una crescita personale inaspettata e destabilizzante; un po’ meno positivo, invece, il parere strettamente tecnico sulla regia e la fotografia del film che ho trovato piuttosto banali e povere. La fotografia in particolar modo risulta pressoché inesistente, i “luoghi” del film sono pochi e le inquadrature oltre a non valorizzarli al meglio non si differenziano molto una dall’altra, sempre se non sono direttamente sempre uguali (come si nota nell’inquadratura del tavolo del salotto in casa di Marina e Federica). Un film un tantino sopravvalutato, che forse ha trascurato un po’ gli aspetti della realizzazione facendosi forte del fatto che la tematica trattata fosse insolita per il cinema italiano.

~Jeka~

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