Batwoman (2011-) 001-000 E’ la prima volta che mi accingo a recensire un’intera serie a fumetti; lavoro di certo non semplice, soprattutto trattandosi di un fumetto come quello di Batwoman. Infatti, essendo la serie stata diretta per la prima parte da due sceneggiatori e venendo all’improvviso riassegnata ad uno sceneggiatore esterno, andrebbero fatte due recensioni diverse, essendoci un’enorme divario tra i due archi narrativi e molteplici differenze. Cercherò di procedere con ordine, narrandovi gli eventi nel modo più accurato possibile, insieme alle mie impressioni personali. In origine, la sceneggiatura di Batwoman era stata affidata a J.H. Williams e W.Haden Blackman, che avevano iniziato a lavorarci dal 2006; il prikatemo numero della serie vide la luce nel novembre 2011. Nelle abili mani di persone che avevano pianificato per diversi anni l’intera storyline del fumetto, le pagine dei numeri di Batwoman scorrono veloci nelle mani del lettore che, sorpreso continuamente da colpi di scena magistrali e situazioni fortemente emotive, non può fare a meno di legarsi ad un personaggio così ben costruito ed umano come Kate Kane, alias, appunto, Batwoman. Giovane miliardaria e con un passato burrascoso alle spalle, Kate trascorre alcuni anni nell’esercito, per venire poi espulsa a causa della sua omosessualità. E’ una donna che sente addosso a sé il peso della responsabilità non solo di indossare una maschera per combattere il crimine, ma anche per tutto quel che concerne la sua sfera privata e la sua famiglia. Altro personaggio di grandissimo spessore è senz’altro Maggie Sawyer,mags una poliziotta lesbica già apparsa in diverse pubblicazioni della DC comics (ad esempio potete trovarla in edicola con “Gotham Central”, serie poliziesca che la RW Lion ha iniziato a ripubblicare in formato bonellide da gennaio di quest’anno) e che nella serie di Batwoman mostra un carattere forte, premuroso ed anche molto materno e protettivo. Nei primi numeri della serie, Maggie viene presentata sin da subito come la compagna di Kate, senza però essere a conoscenza della sua doppia identità. Gli sceneggiatori hanno saputo gestire molto abilmente questo fattore, mostrando i momenti in cui Batwoman si imbatte in un’ignara Maggie con assoluta maestria e rendendoli toccanti e profondamente vissuti. La svolta nel loro rapporto avviene quando Kate decide di rivelare alla sua compagna la propria identità; lo fa vestita da Batwoman, portandosi dietro di lei i bambini scomparsi che Maggie stava disperatamente cercando tramite un’indagine apparentemente senza speranza. Avvicinandosi a lei, Batwoman la chiama “Mags” e alla domanda sorpresa di Maggie su come sia possibile che la supereroina conosca il suo nome, Kate/Batwoman semplicemente la bacia e le dice: “Sposami, Mags”. Uno dei momenti lgbt più belli nella storia dei comics, che potete vedere immortalato in questa famosissima e meravigliosa tavola: Batwoman (2011-) 017-010 Un altro momento che ho trovato particolarmente toccante e ben riuscito si trova nell’albo numero 20 dell’edizione americana: Batwoman viene ricattata dalla D.E.O., che le chiede di svelare l’identità di Batman in cambio del rilascio della sorella Elizabeth. Tornata a casa, la supereroina si toglie la maschera e trova ad aspettarla, oltre a Mags, anche la cugina Bette, il padre e la sua compagna. Avendole piazzato una sonda con microfono sul mantello, tutti sono al corrente dello spregevole ricatto e si offrono di aiutarla. Kate rifiuta, ma Maggie le fa notare che non può sentirsi l’unica persona autorizzata a soffrire. Grazie alla determinazione della sua compagna, Kate accetta il suo aiuto e quello dei suoi parenti e si abbandona all’affetto e alle attenzioni delle persone che più la amano; una scena che chiude l’albo facendo percepire in maniera perfetta al lettore quel senso di calore e sicurezza che solo la propria famiglia è in grado di trasmettere. fam La relazione tra Kate e Maggie è una delle più belle ed intense nella storia dei fumetti: sono una coppia ben solida, in cui i loro caratteri, pur essendo entrambi predominanti, riescono ad amalgamarsi, completandosi alla perfezione. I momenti di tenerezza tra le due sono sempre profondi e colmi di passione e per il lettore risulta inevitabile sciogliersi ed affezionarsi a loro. 13 - 1 Dopo un felice ed intenso arco narrativo come quello di cui vi ho appena parlato, un bel giorno, in casa DC, scoppiò il finimondo. I due sceneggiatori originali, infatti, avevano previsto che la storia tra Kate e Maggie avesse un lieto fine e che le due si sposassero. La nota casa fumettistica, invece, impose loro un divieto su questo punto, per la serie: “Questo matrimonio non s’ha da fare”. Sembra che inoltre agli sceneggiatori fosse stato chiesto di cambiare parecchi punti di una storyline che avevano progettato per anni. Amareggiati, i due decisero di non sottostare a questa censura e si dimisero. L’ultimo numero sceneggiato da loro è il 24. Questo è parte di un loro comunicato stampa:

Negli ultimi mesi DC Comics ci ha chiesto di modificare o cambiare completamente molte trame che portavamo avanti da tempo in un modo che ci è sembrato mettere in pericolo tanto i personaggi quanto la serie stessa […] e vietandoci sempre di mostrare il matrimonio tra Kate e Maggie. Per quanto possiamo amare il personaggio, abbiamo sempre saputo che Batwoman è di proprietà della DC. Senza dubbio, la natura di questi cambiamenti ci lascia frustrati e arrabbiati perché ci impedisce di raccontare le migliori storie che possiamo scrivere. Così, dopo averci riflettuto, abbiamo deciso di lasciare il fumetto.

La DC spiegò la sua opposizione al matrimonio con una frase: “gli eroi non dovrebbero avere vite private felici”. Secondo la casa fumettistica, i supereroi devono sacrificare la propria felicità per il bene della gente e non possono occuparsi della loro vita privata. Sarà stato davvero questo il motivo dietro ad una decisione così drastica?

In seguito alle dimissioni di Williams e Blackman, la DC affidò la serie ad un nuovo sceneggiatore: Marc Andreyko, neanche a dirlo… gay dichiarato. Come se questo avesse potuto salvare le cose. batwoman

Peccato però che, in mano ad Andreyko, Batwoman si sia trasformata completamente e, dal capolavoro che Williams e Blackman gli avevano affidato, sia riuscito a tirarne fuori un vero disastro. Essendo in pari con l’edizione americana (arrivata fino ad ora al numero 39) ho avuto modo di notare il terribile calo di qualità che colpisce la serie. Andreyko era partito in modo abbastanza equilibrato, per poi però andare a creare situazioni totalmente assurde e campate in aria, tali che il lettore non può fare a meno di domandarsi: “Ma che diavolo sto leggendo? E’ davvero Batwoman o mi stanno prendendo in giro?” (Un numero particolarmente allucinante e senza alcun senso è lo speciale Futures end, di cui sconsiglio assolutamente la lettura se volete conservare un buon ricordo della serie che fu). Con lo scorrere dei numeri, Kate Kane arriva sempre più a perdere la sua caratterizzazione perfetta e diventa un personaggio banale, senza alcuno spessore né spina dorsale. Solo un momento drammatico tra Kate e Mags è stato rappresentato in modo abbastanza convincente, ma questo non basta (non vi racconto quale per non farvi degli spoiler, ma chi è in pari con l’edizione americana sicuramente capirà a cosa mi riferisco). Anche i disegni vanno perdendo qualità ed il lettore non fatica a notarne la differenza. Per la DC è impossibile non rendersi conto dei cali nelle vendite e per questo ha di recente annunciato che con il numero 40 più il secondo numero annuale, Batwoman chiuderà i battenti. Notizia di certo non inaspettata.

E’ un vero peccato che la DC abbia distrutto con le sue stesse mani una serie che aveva un potenziale così alto. Batwoman era la prima supereroina lesbica ad avere una testata propria, ma non era solo questo l’ingrediente del suo successo. Le emozioni, i dialoghi perfetti e le frasi ad effetto utilizzate da J.H. Williams e W.Haden Blackman insieme a dei disegni mozzafiato e carichi di azioni adrenaliniche sono impossibili da replicare per chiunque e possiamo soltanto sperare che i due sceneggiatori si decidano a rivelare la storia che avevano in mente per Batwoman, quella originale, che di certo avrebbe reso felice tutti i fan della serie.

Nonostante il tragico epilogo di questa serie a fumetti, vi consiglio ugualmente di acquistarne i volumi, almeno quelli sceneggiati da Williams e Blackman (numeri da 1 a 7 dell’edizione italiana della RW Lion), perché assolutamente meritevoli.

La mia valutazione per gli albi dal numero 1 al numero 24 è di: 5 su 5

La mia valutazione per gli albi dal numero 25 al numero attuale è di: 2,5 su 5.

Potete acquistare gli albi in qualsiasi fumetteria o webstore online, ma attenzione perché i primi due numeri dell’edizione italiana sono esauriti. Potete comunque provare a reperirli su eBay o qualche altro sito di compravendita dell’usato.

-Paola Cissnei-    

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