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Tre donne: Cesarina, Erminia e Cosima, nonna, figlia e nipote, nel raccontare le proprie vite raccontano pezzi di quest’Italia migrante su e giù per gli oceani. e loro storie, in prima persona, si intrecciano in una saga familiare tutta al femminile. Cesarina, la nonna, viene portata bambina dalla Sicilia in Brasile, dove viene data sposa, ancora ragazzina, a un figlio di emigranti veneti. Più tardi Cesarina tornerà nella sua terra per riscuotere un’eredità. Parte per l’Italia nel 1920 con l’ultima figlia, Erminia, ancora lattante, e la promessa di ritornare dal marito e dai figli. Ma non torna ed Erminia, cresce sentendosi strana e straniera, diversa da tutti gli altri.
Scoppia la seconda guerra mondiale e gli alleati sbarcano in Sicilia. Erminia conosce Giacomo, militare di Messina che la riporta a una vita normale e lontana dalla miseria di quei tempi. Ma Erminia non regge al feudo della suocera e decide di tornare in Brasile. Convince il marito a seguirla, porta con sé i due figli nati dal loro matrimonio e la madre Cesarina, la quale affronta, per la terza volta, l’oceano. In Brasile nasce Cosima che si rivela una bambina goffa, maldestra e mascolina. Cosima vive la propria omosessualità, in quel periodo, contando sulla figura del fratello maggiore, che sostituisce la figura assente del padre. Dopo la morte violenta del fratello per mano della dittatura, la ditta familiare fallisce e non rimane altra scelta che ripartire per l’Italia e riprendere i fili laddove erano stati tagliati.
Intorno al fratello assassinato si snoda una matassa della quale si conosce il bandolo solo alla fine. Cosima, dopo aver abbandonato i propri figli in un periodo di ricerca interiore, li ritrova e con loro riparte per il Brasile per realizzare il sogno condiviso dalle generazioni precedenti.

Le strade del mare è un romanzo a tre voci, quelle di Cesarina, Erminia e Cosima, che, ognuna dal proprio punto di vista e background generazionale, raccontano gli avvenimenti della loro famiglia e le loro esperienze personali. La vita di queste donne scorre a cavallo tra il Brasile e l’Italia ed attraversa un periodo storico molto ampio, da fine ottocento fino ai primi anni del duemila.
In mezzo ad eventi storici come le guerre mondiali o la dittatura in Brasile, la famiglia delle tre donne viene sconvolta da cambiamenti imposti, matrimoni perlopiù forzati e terribili tragedie.

Nei loro racconti gli eventi si intrecciano e le loro aspirazioni entrano spesso in contrasto con l’incomprensione degli altri parenti in un cerchio che, partendo da Cesarina trova la sua conclusione in Cosima. A far da protagonista ad ogni aneddoto vi è un elemento di grande potenza, capace sia di dividere che di unire ed in grado di cambiare le vite delle protagoniste per sempre: il mare.

E’ possibile notare una netta differenza di stile tra la voce narrante di Cesarina (la nonna) e quella di Erminia e Cosima (figlia e nipote); Cesarina infatti, con l’utilizzo di termini dialettali ed un’impostazione delle frasi tipica della lingua siciliana, fa trasparire il suo retaggio culturale, i pregiudizi e le credenze della sua epoca. Anche tra Erminia e Cosima è possibile notare una disuguaglianza nell’espressione del narrare, anche se più lieve; questa discrepanza sarà stata di certo voluta da Rosi Polimeni per rappresentare un divario generazionale meno forte rispetto a quello con Cesarina. Ed è2770 assolutamente degno di lode il fatto che l’autrice sia riuscita ad immedesimarsi tanto bene in personaggi così fortemente diversi l’uno dall’altro, a tal punto che sembra quasi che i racconti delle tre donne siano stati scritti da tre persone diverse.
Questo, oltre che dallo stile, si evince anche dal modo in cui ognuna di queste donne voglia far prevalere le proprie motivazioni e ragioni e, arrivati ad un certo punto, è praticamente impossibile appoggiare un personaggio piuttosto che un altro, poiché tutte le voci narranti si comportano secondo un concetto di “giusto” relativo alla propria sfera personale ed agiscono in base a ciò che credono sia meglio per gli altri. L’autrice è quindi riuscita ad essere contemporaneamente Cosima, Cesarina ed Erminia con perfetta imparzialità ed equilibrio nonostante abbia trattato di vicende molto delicate e personali.

Questa imparzialità, però, non implica affatto freddezza o distacco: al contrario, ognuno dei capitoli è intriso di profonda umanità e di sentimenti. E’ possibile percepire gli stati d’animo di ciascuna delle protagoniste, che si nascondono dietro ambizioni, desideri irrealizzati, sofferenze e voglie di riscatto.

Grande rilevanza nel romanzo ha anche la relazione tra Stella e Cosima, una storia che, purtroppo, già dalle prime pagine viene annunciata come non a lieto fine, ma che emoziona per l’utilizzo di splendide metafore e pensieri profondi e fa riflettere su un problema che affligge molte coppie lesbiche, ovvero quello della visibilità contro l’invisibilità.

Un applauso quindi all’autrice Rosi Polimeni che in sole 156 pagine ha scritto un romanzo commovente, intenso e profondamente autentico. Assolutamente da leggere.

La mia valutazione finale è di 4.5 su 5

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-Paola Cissnei-

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