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Orange is the new black, edito in Italia da Rizzoli, racconta la storia di Piper Kerman, una ragazza dalla vita ormai avviata che si trova a pagare il prezzo di un passato illegale. La storia reale è autobiografica e narra appunto l’esperienza in carcere della Kerman a causa di una condanna di quindici mesi. La Kerman racconta di quando, preso il diploma, indecisa su cosa fare della sua vita, aveva infine incontrato Nora, una trafficante di droga, innamorandosi di lei. Così, girando per il mondo, si era ritrovata anche lei a trasportare illegalmente somme ingenti di denaro negli Stati Uniti, denaro proveniente dal traffico di droghe.

In America il libro è diventato un bestseller, mettendo a nudo anche i difetti della giustizia e della detenzione, e proprio da questo libro è stata tratta la serie televisiva Orange is the new black, in cui si parla della vita in carcere non solo di Piper, ma anche di altre detenute.

Ho letto il libro dopo aver visto il telefilm, perché la traduzione è giunta in Italia circa un anno dopo la messa in onda della prima puntata. Il telefilm ovviamente in Italia non è uscito, ma è possibile seguirlo con in sottotitoli, anche se chi ha dimestichezza con la lingua inglese potrà goderne anche in lingua originale, vista la presenza di numerose terminologie in slang americano molto conosciute. Proprio perché la storia per me era già conosciuta, il libro in alcune parti si è rivelato forse troppo noioso o scontato. La prima parte dell’opera viene infatti riportata fedelmente nel telefilm, che poi però prosegue descrivendo la relazione in carcere tra Piper e la sua ex fidanzata/trafficante, relazione che nella realtà non è mai avvenuta. Quindi il telefilm si può definire a tematica lesbica, mentre il libro assolutamente no. L’opera prosegue poi descrivendo le condizioni in cui le carcerate vivono, i rapporti con i secondini che spesso, purtroppo, approfittano del loro potere e soprattutto le relazioni che si instaurano tra le carcerate, spesso donne afro-americane o sud-americane (come a voler sottolineare che il crimine si insinua negli ambienti solitamente più poveri e difficili).

Sicuramente interessante è stato notare come, all’interno delle mura carcerarie, si ricrei un mondo parallelo con regole, gerarchie e prassi, differenti da quelle a noi comuni. Eppure ugualmente importante vedere come nelle piccole cose quotidiane, ad esempio il trucco, le donne cerchino di mantenere la loro normalità, scambiando tra loro oggetti che solitamente entrano nel Campo di contrabbando. La parola d’ordine è sopravvivenza. E non possibile sopravvivere pensando a quando si uscirà, così come non è possibile farlo pensando al fatto di non poter uscire più.

La Kerman inoltre sottolinea le mancanze del sistema che, tra le altre cose, non permette assolutamente un futuro reinserimento nella società reale, tanto che spesso le donne che escono tornano in carcere dopo poco. Esiste per gli ex carcerati un reale futuro?

Consiglio il libro se interessati al sistema giudiziario e carcerario americano. Consiglio il telefilm se interessati ad argomenti anche più frivoli, come una semplice relazione amorosa all’interno di un carcere. Sicuramente consiglio la lettura del libro prima della visione della serie TV se interessate a entrambi.

Il titolo deriva dal colore della prima divisa carceraria della Kerman, colore che ha poi dato origine, anche grazie al blog creato dagli amici della protagonista, ad un movimento nelle piazze americane.

Il mio voto finale è di 3 su 5.

-Ady-

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Al contrario di Ady, non avendo visto il telefilm da cui è stato tratto il libro, non sapevo assolutamente cosa aspettarmi. Ho letto le prime 100 pagine tutte d’un fiato, quasi senza accorgermene, presissima dallo svolgersi degli eventi e catturata dallo stile di scrittura dell’autrice. L’entusiasmo, però, è iniziato un po’ a calare arrivata alla descrizione della quotidianità in carcere: ho trovato alcuni passi un po’ lenti e noiosetti, ciononostante ero ansiosa di sapere come l’autrice avesse affrontato la sua odissea carceraria, per cui la mia lettura del libro si è svolta, tutto sommato, abbastanza velocemente.

La presenza lesbica nel romanzo è molto scarsa e si limita, oltre al racconto della relazione tra la protagonista e Nora, a qualche informazione sulle detenute lesbiche, il report di qualche “pomiciata” tra colleghe di cella e a uno o due corteggiamenti nei confronti dell’autrice falliti miseramente, dato che Piper è innamorata e promessa sposa al suo Larry.

orange-is-the-new-blackNonostante un’iniziale delusione per questa mia unica aspettativa purtroppo non soddisfatta, ho apprezzato comunque il libro, che ritengo una testimonianza molto importante e soprattutto intensa di emozioni; davvero non immaginavo che tra detenute si potessero stringere legami di amicizia così forti e solidi, né ero minimamente a conoscenza del sistema carcerario federale in America. Grazie al minuzioso report della Kerman è quasi possibile immaginare di essere lì dentro insieme a lei, talmente vivide e realistiche appaiono le sue descrizioni. Per tutto il libro è possibile respirare quell’atmosfera di prigionia e clausura, angoscia e sofferenza che non solo l’autrice deve avere provato, ma anche tutte le altre detenute insieme a lei. Su questo piano, a mio parere, la Kerman ha svolto un lavoro davvero molto accurato, degno di lode.

Per concludere è un libro che consiglio di leggere a chi abbia voglia di una lettura diversa dal solito e soprattutto a chi apprezza le testimonianze di vita vera. Assolutamente da evitare, invece, se si ha voglia di leggere un romanzo a tematica; in OITNB la presenza lesbica, secondo il nostro metro di valutazione, è soltanto di 1 su 5.

Il mio voto finale è di 4.5 su 5

Il libro è facilmente reperibile e potete acquistarlo in qualsiasi libreria o bookstore online.

Link al libro nella nostra libreria virtuale 

-Paola Cissnei-

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